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Unioncamere del Veneto


 
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CS | COVID-19, Fase2: nasce in Veneto l'alleanza pubblico-privato per riaprire in sicurezza e prevenire possibili ritorni di contagio

7 maggio 2020 |  Pozza: «Un’assunzione di responsabilità dagli attori strategici del territorio e la capacità di fare squadra»

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ASSINDUSTRIA VENETOCENTRO, CONFINDUSTRIA VICENZA, UNIONCAMERE VENETO, FONDAZIONE CARIPARO | Padova-Treviso, 7 maggio 2020

Dispositivi di protezione individuale distribuiti in massa, tamponature diffuse della popolazione per isolare gli asintomatici, test seriologici, diagnostica precoce. Questi sono i capisaldi alla base del contenimento dell’epidemia in Veneto e questo è il modello di riapertura in sicurezza da implementare nella Fase 2, per consentire riaperture estese delle attività economiche e sociali, evitando una possibile seconda ondata di contagio e nuove misure di chiusura a quel punto ancor più disastrose. Un modello riconosciuto, anche a livello internazionale, che si è esteso a più fronti di collaborazione virtuosa tra istituzioni, mondo universitario e della ricerca, sistema sanitario e imprese.

Un’alleanza tra pubblico e privato che ora si consolida attraverso l’attuazione del “Piano congiunto anti-coronavirus” (denominato Piano “Epidemia Covid-19 - Interventi urgenti di Sanità Pubblica”) che Regione del Veneto e Università di Padova, con la Croce Rossa Italiana, hanno attivato con lo scopo di interrompere la catena di trasmissione del virus.

Partendo da questo obiettivo, Assindustria Venetocentro - Imprenditori Padova Treviso, Confindustria Vicenza, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Unioncamere Veneto hanno deliberato il sostegno e il co-finanziamento del Piano, per un importo complessivo pari a 300.000 euro, con un contributo di 75.000 euro ciascuno, che prevede lo screening diffuso della popolazione, a cominciare dalle categorie di lavoratori più esposti, per individuare i “positivi” con sintomi lievi e asintomatici ed allargare l’isolamento domiciliare fiduciario, minimizzando i rischi di nuovi contagi e lockdown.

L’attività di screening è cominciata il 20 aprile da Padova, dai lavoratori della sanità, operatori delle case di riposo, lavoratori dei “servizi essenziali” più esposti (addetti alle casse dei supermercati, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine) e da un campione di aziende, allargandosi progressivamente a tutto il Veneto, con il metodo dei cerchi concentrici. Sono impegnati anche 400 giovani tirocinanti.

Il Piano è attuato dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione Veneto con la collaborazione dell’Azienda Ospedale Università Padova e del Comitato Croce Rossa Italiana - che ha allestito 15 sue squadre - con il coordinamento della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della Regione Veneto, la guida scientifica della Scuola di Medicina dell’Università di Padova diretta dal Professor Stefano Merigliano e del Professor Andrea Crisanti, Direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE