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Unioncamere del Veneto


 
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CS | L'export veneto recupera oltre 755 milioni nei primi tre mesi del 2021 grazie al traino dei Paesi Ue (+8,5%), del comparto meccanico (+5,4%) e occhialeria (+11,4%)

17 luglio 2021 | 

COMUNICATO STAMPA | Venezia, 16 luglio 2021

Nei primi tre mesi del 2021, l’export del Veneto ritorna a crescere. Analizzando i dati Istatdopo la contrazione del -8,2% registrata nel 2020 con una perdita di fatturato estero di oltre 5,3 miliardi di euro rispetto al 2019, nel periodo gennaio-marzo 2021 le esportazioni venete di beni hanno registrato un aumento del +4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (oltre 755 milioni di euro in più), attestandosi a circa 16 miliardi di euro e facendo sperare in un recupero del commercio internazionale. Tale andamento beneficia del confronto con i primi tre mesi 2020, in cui gli effetti della pandemia già iniziavano a essere visibili nell’economia regionale. Tuttavia, l’effetto base di natura statistica legato al calo tendenziale registrato nel primo trimestre 2020 (-3,7%) spiega solo parzialmente la crescita registrata ad inizio 2021. Il commercio con l’estero del Veneto, infatti, sembra in un vero e proprio sentiero di crescita dopo la crisi Covid19 e a ritmi simili al periodo antecedente al rallentamento causato dalle tensioni commerciali Usa-Cina (il cui apice è stato nel 2019).

Le ultime previsioni di Prometeia vedono infatti per il Veneto un rimbalzo delle esportazioni di beni verso l’estero nel 2021 del +12,4% grazie al traino dai Paesi europei. Anche l’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto conferma che le imprese del manifatturiero veneto guardano con fiducia e ottimismo all’immediato futuro ed evidenziano positività per la domanda estera: il 53% delle imprese intervistate scommette per una crescita degli ordini dall’estero nel mesi primaverili 2021, contro un 14% di imprese che resta invece scettica al riguardo e un 33% che rimane cauta nella stazionarietà. In particolare, nei primi tre mesi del 2021 si è registrato un aumento su base annua della domanda estera delle imprese industriali del +6% e si prevede una crescita nel secondo trimestre del +5,2%.

“Gli indicatori confermano – spiega Pozza - la reattività e la vitalità del sistema economico del Veneto. È necessario, però, non vanificare questo sforzo che gli imprenditori stanno facendo per questo mi auguro che non si torni a nuovi lockdown a causa dell’emergenza sanitaria. I dati degli ultimi giorni preoccupano, ma per la nostra economia una nuova chiusura sarebbe un colpo durissimo che ci metterebbe in grave difficoltà.  In questa fase di ripresa, inoltre, le imprese devono essere messe nelle migliori condizioni per essere competitive perché i nostri competitor all’estero hanno ripreso a correre. E questo per il Veneto significa innanzitutto infrastrutture, in particolare, l’Alta Velocità e la terza corsia sull’A27 che permetterebbero alle merci di viaggiare rapidamente. E naturalmente per quel che riguarda il Brennero bisogna abbattere le regole che rendono complesso il commercio e danneggiano le imprese. L’Italia ha una grande opportunità che è quella del PNRR con le risorse dell’Europa che mi auguro arrivino a terra e perché questo avvenga Regione, Comuni e sistema delle imprese devono ricoprire un ruolo da protagonisti”.

I recenti dati diffusi dall’Istat confermano la ripresa dell’export veneto nei primi mesi del 2021 con una crescita su base annua del +4,9% - afferma il Presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza. Ci attendiamo che la ripresa prosegua e si rafforzi anche nel prossimo trimestre in linea anche con i segnali postivi che ci arrivano dal comparto manifatturiero veneto. Gli ordini esteri che possono rappresentare un indicatore anticipatore della dinamica dell’export si sono infatti rafforzati, grazie alle più favorevoli condizioni economiche che hanno favorito la crescita della domanda da parte dei clienti. Segnali che vanno in direzione di una ripresa a V degli scambi commerciali per tutto il 2021”.

 

In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali, la ripresa è stata trainata principalmente dai Paesi dell’Unione europea che continuano a rappresentare i principali mercati di sbocco, dove il Veneto realizza quasi il 60% delle proprie vendite oltreconfine (9,4 miliardi di euro). Nei primi tre mesi del 2021 le vendite verso l’Unione europea sono aumentate del +8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, grazie alla performance positiva di macchinari (che rappresentano oltre il 16% delle vendite europee), apparecchiature elettriche, metallurgia, abbigliamento, gomma e materie plastiche. Nello specifico, dinamiche migliori rispetto alla media sono arrivate da Germania (+7,2%, 154 miliardi in più di merce venduta), Francia (+13,9%, +225 milioni), Spagna (+5,5%, +42 milioni), Polonia (+17,5%) e Belgio (+28,6%). Rimangono invece stazionari i flussi destinati al mercato extracomunitario (-0,3%), frenati dalle vendite verso la Russia (-2,3%, -7 milioni) e inevitabilmente anche per la Brexit verso il Regno Unito (-13%, corrispondente a oltre 108 milioni di vendite in meno). Trend negativo per le esportazioni verso il Nord America (-6,5%) con il crollo di vendite di macchinari e bevande e la difficoltà con gli Stati Uniti (-5,3%, corrispondente a minori vendite per -72 milioni di euro). Positiva la dinamica del commercio estero con l’Asia orientale (+9,4%), grazie ai macchinari e ai prodotti in pelle e alla ripresa dei flussi verso la Cina (+28,8%, con vendite in più per oltre 79 milioni di euro). Verso questo mercato, il primo colpito dal virus ma anche il primo a uscire dalla fase di lockdown, si prevede una ripresa incoraggiante delle nostre vendite per il 2021, grazie alle esportazioni del comparto della meccanica.

IL COMUNICATO STAMPA