Pubblicata la terza parte della Ricerca nazionale sulle Società Benefit: il profilo delle società benefit

Pubblicata a novembre 2025 la terza parte della Ricerca nazionale sulle Società Benefit realizzata da Nativa, Intesa Sanpaolo, Infocamere, Università di Padova, Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit. Questa ultima sezione della ricerca indaga, attraverso un questionario che ha coinvolto un panel quantitativo di quasi 900 Società Benefit e non benefit, il processo di adozione del modello e delle possibili evoluzioni previste dalle singole imprese, oltre ad approfondire il grado di conoscenza e l’interesse del tessuto imprenditoriale verso questo modello e verso i temi ESG più in generale. L’indagine evidenzia che la scelta di diventare SB è principalmente interna, motivata dal desiderio di migliorare reputazione e posizionamento. Le SB dimostrano un forte impegno verso le finalità di beneficio comune, con investimenti significativi, soprattutto in capitale umano, ambiente e governance: il 50% delle società benefit investe almeno l’1% del fatturato in iniziative di impatto sociale e ambientale e il 20% oltre il 5% del proprio fatturato contro rispettivamente il 21% e il 6% delle società non benefit.

Il 48% delle società benefit integra la considerazione degli impatti ESG nei processi decisionali e retributivi (tra le società non benefit lo fa il 23%), con un ruolo strategico del Responsabile d’Impatto.

I principali benefici percepiti dal personale delle società benefit sono il maggior senso di appartenenza (59%) il miglioramento della qualità dell’ambiente lavorativo (48%) e la partecipazione a progetti ambientali o sociali (43%).

Le principali barriere includono il coinvolgimento della filiera (29%) e la poca conoscenza del modello (26%).

Le leve indicate per una maggiore diffusione del modello sono l’introduzione di vantaggi fiscali (81%) e premialità nei bandi pubblici (64%).