VenetoCongiuntura servizi I trimestre 2026: il terziario si conferma spina dorsale dell’economia veneta

[online 02.04.2026] La periodica analisi del terziario di mercato in Veneto, per il 2026, delinea un settore dinamico e in continua evoluzione, caratterizzato da un equilibrio tra radici locali, presenti capillarmente sul territorio, e nuove forme di organizzazione centralizzata che si estendono in tutte le province della regione.

Lo evidenzia il periodico Report Demografia d’impresa di Confcommercio Veneto con Unioncamere Veneto.

Il sistema si poggia su 119.385 attività, pari al 29% delle sedi d’impresa totali in Veneto (se si considera anche il settore primario e secondario), dove la grande maggioranza, circa il 70%, è rappresentata da sedi nate e stabilite sul territorio regionale. Queste oltre 119 mila attività contano 411.390 addetti.

Accanto alle sedi d’impresa, opera una rete di 50.077 unità locali e filiali, pari al 43% del totale regionale, che occupano 166.635 persone. Da rilevare che tali unità locali spesso dipendono da centri direzionali situati altrove: un dato significativo riguarda proprio chi lavora in queste succursali, poiché ben il 74% (tre su quattro) risponde a una sede situata fuori dalla propria provincia di operatività. Questa tendenza alla gestione esterna è particolarmente evidente nei comparti più tecnologici e logistici, dove le decisioni strategiche vengono prese lontano dai luoghi fisici di erogazione del servizio.

Anche la natura giuridica delle imprese riflette questo contrasto tra capillarità e struttura. Infatti, da un lato troviamo una vasta platea di imprese individuali, che costituiscono il 56% delle sedi totali, molto diffuse nel commercio al dettaglio e nell’intermediazione immobiliare; dall’altro lato emergono sempre più le società di capitali: sebbene siano numericamente meno frequenti, circa una su quattro, esse rappresentano il vero pilastro occupazionale della regione, garantendo quasi la metà dei posti di lavoro totali del settore.