Horizon2020, strumento per l’innovazione

PROFUMO: «200 MILIONI DI EURO PER IL MEZZOGIORNO»
HORIZON2020, STRUMENTO PER L’INNOVAZIONE ITALIANA
Cancian: «Carte in regola per far valere le nostre priorità»

Bruxelles, 07 febbraio 2012 – «Questo è il nostro momento: l’Italia ed il suo sistema di ricerca ed innovazione hanno tutte le carte in regola per poter far valere in sede di negoziati le proprie istanze e le proprie priorità. Ho apprezzato lo sforzo della Commissione nel proporre uno stanziamento di 80 miliardi per Horizon2020 ma ritengo che si debba puntare ad aumentare ulteriormente la dotazione finanziaria fino a 100 miliardi di Euro, come auspicato recentemente dal Parlamento Europeo.»

Queste le parole dell’on. Antonio Cancian a conclusione della conferenza “Horizon2020 ed il suo impatto sul sistema ricerca Nazionale” che si è svolta oggi al Parlamento Europeo alla presenza del Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo e organizzata in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea.

A meno di un anno di distanza dall’evento promosso nel marzo 2011 a seguito della pubblicazione del Libro Verde e della relativa Consultazione sul futuro Quadro Strategico Comune,  l’on. Antonio Cancian ha inteso riproporre un’occasione di confronto e di scambio di punti di vista al più alto livello tra i principali attori del Sistema Italia nel settore della Ricerca al fine di comprendere quali leve strategiche muovere per ottenere dalla Commissione Europea un contributo sostanzioso rispetto agli 80 miliardi di Euro messi a disposizione per investimenti nel settore della ricerca, sia esso inteso a livello accademico che all’interno del più ampio quadro di innovazione delle aziende italiane.

«L’Italia soffre di una ridotta capacità di accesso e sfruttamento dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per la Ricerca – ha spiegato il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo –  Sul VII Programma Quadro, a fronte di un contributo totale dell’Italia al finanziamento dello stesso pari circa al 14%, lo sfruttamento è stato solo dell’8% circa.  In sostanza perdiamo ogni anno circa 500 milioni di Euro che in 7 anni ammontano a una manovra di cospicue dimensioni.»

«A fronte di questa situazione, il Ministero è impegnato in una robusta azione di recupero della competitività del sistema della ricerca italiana nel contesto internazionale, con particolare riferimento agli indirizzi di priorità espressi dalla Commissione Europea attraverso la strategia Horizon2020. È per questo motivo che, su questi temi, stiamo per lanciare un’iniziativa del valore di 200 milioni di euro per le otto regioni del mezzogiorno, concentrando in ciascuna delle competenze specifiche ed utilizzando una logica cloud per diffondere il valore su tutte le altre regioni.  Ciò servirà ad allenarci a quando entrerà in vigore Horizon2020 in modo tale che gli attori nazionali abbiano già accumulato l’esperienza nella competizione con i competitor stranieri», ha spiegato il Ministro Profumo.

«Il tema della ricerca é al centro di un dibattito molto importante a livello comunitario e nei prossimi mesi il Parlamento Europeo ed il Consiglio saranno chiamati a negoziare la struttura, il finanziamento e le modalità di gestione del futuro programma quadro per la programmazione 2014-2020», ha spiegato l’on. Cancian.

«Nel corso degli ultimi anni i programmi quadro europei di ricerca hanno mostrato in modo chiaro il loro valore aggiunto e la qualità: l’eccellenza delle proposte scientifiche finanziate nel corso degli ultimi tempi ne é una chiara dimostrazione – ha continuato l’on. Cancian – Va tuttavia garantito che Horizon2020 rappresenti un ulteriore salto di qualità in questa direzione, rimodulandolo in modo tale da renderlo maggiormente appropriato a rispondere alle drammatiche sfide sociali ed economiche poste dal periodo di crisi economica che stiamo vivendo. L’Europa e l’Italia stanno inoltre attraversando un periodo di stallo anche a livello qualitativo e di competitività delle proprie imprese e dei propri istituti di ricerca».

«Sono personalmente convinto che l’Europa saprà rialzarsi solo se riuscirà a diventare un player credibile a livello mondiale e se saprà adeguatamente sostenere gli avanzamenti scientifici, le nuove tecnologie, l’innovazione ed un pieno trasferimento sul mercato dei risultati della ricerca, obiettivi che ritengo possano trovare un piano d’azione adeguato solo a livello europeo.»

«Vorrei infine sottolineare il ruolo fondamentale che gioca l’impresa, in particolare le PMI: è un necessario un loro maggior coinvolgimento. Il target del 15% indicato e l’intero pilastro di Horizon dedicato alla leadership industriale vanno nella direzione giusta, ma bisogna parimenti garantire un appropriato coinvolgimento degli attori industriali nella catena che dalla ricerca porta al mercato», ha concluso l’on. Cancian.

Per la Presidente della Commissione ITRE, l’on. Amalia Sartori, è necessaria una «Innovazione trasversale a tutti i settori e a tutte le politiche dell’Unione Europea, a partire dalla politica per la ricerca e quindi da Horizon 2020. Questa è la leva su cui dobbiamo puntare per rilanciare la competitività delle nostre imprese e del nostro tessuto economico. Certo, la ricerca di base deve continuare ad essere finanziata e stimolata da programmi ambiziosi come quello presentato oggi. Il ruolo del Parlamento consisterà anche nell’orientare il dibattito che è iniziato solo recentemente in Commissione ITRE, e grande attenzione sarà sicuramente riposta sulla dotazione finanziaria complessiva e sulle ulteriori esigenze di semplificazione.»

Sul fondamentale rapporto tra ricerca e crescita delle aziende si è soffermato anche Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere del Veneto: «Horizon2020 rappresenta per le nostre imprese una grandissima opportunità di accesso ai finanziamenti europei nel periodo 2014-2020. Per Unioncamere del Veneto, quest’evento ha offerto l’occasione di fornire ulteriore sostegno alle concrete richieste delle piccole e micro imprese che vogliono presentare progetti europei. Unioncamere del Veneto, attraverso Eurosportello Veneto e i suoi uffici ma anche grazie alla sinergia con la Regione del Veneto, accompagna le imprese nel processo di internazionalizzazione e, in particolare, alla ricerca di fondi europei. E quelli per la ricerca che saranno stanziati da Horizon possono essere un fondamentale impulso per il rilancio del sistema economico Veneto e di tutto il Paese».

Il Veneto, in particolare, è stata la regione italiana a far registrare il maggior aumento medio annuo, con una crescita di più di mezzo punto percentuale del PIL. La quota di spesa per ricerca in rapporto al PIL in Veneto è infatti più che raddoppiata in questi 8 anni, passando dallo 0,51% all’1,05% del prodotto interno lordo, quando nello stesso arco temporale in Italia la crescita registrata è del 17,7%.

Questi dati sono stati sottolineati nel suo intervento dall’assessore regionale all’economia Marialuisa Coppola, facendo inoltre rilevare che la quasi la totalità delle 456 mila imprese venete è di media, piccola o piccolissima dimensione. «Le medie imprese industriali venete – ha detto l’assessore – sono tra le più dinamiche del Paese, con una consolidata propensione all’innovazione. La sensibile crescita degli investimenti delle imprese ha fatto sì che il Veneto abbia quasi raggiunto l’altro obiettivo della Strategia di Lisbona, ossia la condizione che i due terzi della spesa siano sostenuti dalle imprese. Le imprese in Veneto, infatti, sono arrivate a investire il 64,6% della spesa complessiva in ricerca e sviluppo, seguite dall’università con una quota pari al 25,1%».

«La Regione del Veneto concorda con la necessità di indirizzare le risorse verso le priorità indicate dal nuovo programma europeo “Horizon 20202” – ha aggiunto l’Assessore all’industria, Ricerca e Innovazione, Isi Coppola – ritengo comunque determinante che le proposte vedano il diretto coinvolgimento degli enti territoriali. Guardiamo inoltre ai giovani come motore dell’innovazione, nei confronti dei quali abbiano la responsabilità e il dovere di investire.»