Oltre il Pil: la classifica del benessere in Veneto

VENETO SUL PODIO NELLA CLASSIFICA DEL BENESSERE PER REGIONI, VENEZIA IN SECONDA POSIZIONE TRA LE CITTA’ METROPOLITANE, TRENTO E BOLZANO AL TOP TRA LE PROVINCE TRIVENETE

L’ultimo rapporto di “Oltre il Pil” conferma il buon livello di qualità della vita
nel Veneto e rivela un sensibile miglioramento per Venezia Città Metropolitana

 

 

 

Venezia, 27 gennaio 2015 – Come si vive oggi in Veneto, nel Veneziano e nelle altre province del Triveneto? La fotografia aggiornata al 2014 ritrae una regione che perde qualcosa in termini di benessere materiale e salute, che pure restano delle eccellenze, ma che in compenso recupera in altre dimensioni che rappresentavano delle criticità, quali istruzione e sicurezza. E se il Veneto mantiene nel complesso un buon livello di qualità della vita, pur scalando di una posizione a vantaggio delle Marche nella classifica per regioni, Venezia lo migliora sensibilmente nel confronto con le altre città metropolitane, soprattutto nell’ambito della salute, dell’ambiente e della società, pur evidenziando ancora performance modeste nel campo della sicurezza e dell’istruzione. E anche se scivola decisamente indietro nella classifica tra le province trivenete, guidata da Trento e Bolzano e con Verona ottima terza.

Questi, in sintesi, i risultati dell’ultimo rapporto del progettoOltre il Pil”, che vengono presentati agli operatori dell’informazione nella conferenza stampa di oggi, martedì 27 gennaio 2015, nella sede camerale di Mestre, a cui intervengono i Presidenti di Unioncamere del Veneto, Fernando Zilio, e della Camera di Commercio di Venezia, Giuseppe Fedalto, il Segretario Generale dell’Ente camerale, Roberto Crosta, e il Responsabile dell’Area Studi e Ricerche di Unioncamere, Serafino Pitingaro.

Avviato nel 2009 da Unioncamere Veneto e Camera di Commercio di Venezia, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il progetto “Oltre il Pil” si propone di revisionare la tradizionale misurazione del benessere attraverso la messa a punto e lo sviluppo di un set di nuovi indicatori che vadano, appunto, oltre il mero Prodotto Interno Lordo, con l’obiettivo finale di fornire un prezioso supporto alle scelte strategiche degli attori economici e delle istituzioni per formulare politiche sostenibili in tema sociale, economico e fiscale e per individuare nuovi fattori di competitività. Il lavoro aggiorna la geografia del benessere delle regioni italiane, delle città metropolitane e delle province del Triveneto, con un’analisi comparata effettuata per ciascuna delle otto aree tematiche, le “dimensioni”, suggerite dalla Commissione Sarkozy: benessere materiale, lavoro, istruzione, sicurezza, uso del tempo, rapporti personali e sociali, ambiente, salute. Dalla loro aggregazione si ottengono alcuni indici sintetici che vanno a definire la graduatoria regionale, “metropolitana” e triveneta.

Il posizionamento generale del Veneto nella classifica per regioni
Nella classifica dell’indice unico sintetico di benessere per regioni, con un valore di 0,697 (in una scala da 0 a 1 dove, più vicini si è allo 0, più basso è il livello di benessere, più prossimi si è a 1, tanto più esso è elevato), il Veneto si piazza terzo, perdendo, anche se per questione di pochi decimali, una posizione rispetto al 2013. In vetta si conferma, inarrivabile con un valore di 0,838, il Trentino Alto Adige, mentre al secondo posto balzano le Marche, con 0,701. Il Veneto resta comunque ai vertici e davanti a Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Molise, Piemonte, Liguria, oltre a tutte le altre regioni del Centro-Sud-Isole che chiudono la graduatoria.

La situazione per “dimensioni”
Passando all’analisi delle singole dimensioni, il Veneto si conferma ai vertici nel benessere materiale e nella salute, pur perdendo in entrambe una posizione e passando, rispettivamente, dal primo al secondo posto e dal secondo al terzo. Vanta, poi, delle performance medio buone, con posizioni appena giù dal podio, per quel che riguarda i rapporti personali e sociali (quarto posto, una posizione in meno rispetto al precedente rapporto),  lavoro (quarto posto, una posizione in più), uso del tempo (quinto posto, due posizioni in meno) e ambiente (quinto posto, stabile). Le criticità, o comunque le performance modeste, si confermano ancora quelle legate all’istruzione e soprattutto alla sicurezza, dove comunque i valori totalizzati risultano alti e superano lo 0,8 e le posizioni occupate dal Veneto sono decisamente di rincalzo. Il dato positivo, infatti, è che, rispetto al 2013, qui il Veneto recupera diversi posti nella graduatoria: rispettivamente quattro (dall’undicesimo al settimo) e tre (dal quindicesimo al dodicesimo).

Lo “spread” di benessere
Esaminando, infine, il gap tra i valori del Veneto e quelli delle regioni che presentano la migliore performance nelle varie dimensioni, le distanze più rilevanti si rilevano nei domini dei rapporti personali e sociali e dell’ambiente dove la nostra regione si pone molto lontana dal Trentino che guida la classifica.

Il posizionamento generale di Venezia tra le città metropolitane
Se il Veneto, pur in un contesto di eccellenza, perde una posizione nella classifica per regioni, il 2014 si è rivelato invece positivo per Venezia che, nella graduatoria dell’indice unico sintetico di benessere per città metropolitana, guadagna ben quattro posizioni rispetto al precedente rilevamento, risalendo dal sesto al secondo posto, con un valore di 0,646, alle spalle della sola Firenze (0,673) e davanti a Milano (0,644), Bologna (0,632), Genova (0,625), Torino (0,558), Messina (0,544), Roma (0,543), Cagliari (0,528) e Bari (0,469), per restare nella top ten.

La situazione per “dimensioni” e lo “spread” di benessere
Venezia conferma il quarto posto nell’ambito economico (il benessere materiale) e il quinto posto nel lavoro, ma migliora le performance in tutte le altre dimensioni: balza addirittura al primo posto nei rapporti personali e sociali e al terzo sulla salute e raggiunge la quinta posizione nell’ambiente. Lasciano ancora a desiderare invece, nonostante i passi avanti, le dimensioni dell’istruzione, uso del tempo e sicurezza, nelle quali Venezia resta indietro: è proprio nell’istruzione e nell’uso del tempo, oltre che nel benessere materiale, che si evidenzia il gap maggiore a paragone della città metropolitana al vertice della classifica del relativo dominio, rispettivamente Roma, Bologna e Milano.

La classifica del benessere per province del Triveneto
Se però prendiamo in esame la graduatoria delle 13 province del Triveneto, Venezia, con un valore di 0,644, precipita al nono posto. A conferma delle risultanze per regione, la classifica provinciale è guidata nettamente dalle due province del Trentino Alto Adige, Trento e Bolzano, con un valore, rispettivamente, di 0,818 e 0,804. Terza, e prima provincia del Veneto, è Verona, con 0,730. Dopo Pordenone, quarta con 0,726 e prima per il Friuli Venezia Giulia, seguono tutte le altre province venete (nell’ordine, Belluno con 0,721, Padova con 0,714, Vicenza con 0,710, Treviso con 0,658 e Venezia con 0,644) eccetto Rovigo, che con un valore pari a 0,579 chiude la classifica alle spalle anche delle altre tre province friulane. Per quanto riguarda le otto dimensioni, Trento primeggia su istruzione e ambiente, Bolzano nel benessere materiale, lavoro, rapporti personali e sociali e salute, Verona per l’uso del tempo e Gorizia sulla sicurezza. A parte il benessere materiale e l’uso del tempo, nella quali si colloca rispettivamente al quinto e sesto posto, Venezia in tutti gli altri domini si pone su posizioni basse e addirittura nell’ultima nel lavoro.

Il gruppo di lavoro con gli imprenditori
Il progetto “Oltre il Pil” nel 2014 ha vissuto un ulteriore salto di qualità essendo partito un percorso di coinvolgimento di un gruppo di imprenditori che hanno dato la loro disponibilità a partecipare ad un “Comitato consultivo oltre il Pil”: percorso che sarà ulteriormente sviluppato durante il 2015. Nei tre incontri svoltisi lo scorso anno gli imprenditori, tra l’altro, hanno individuato alcune azioni che possono intraprendere i singoli attori (Enti locali, Camera di Commercio e imprese) per migliorare la competitività dei territori, con riferimento a ognuno dei quattro pilastri di analisi del progetto che raggruppano le otto dimensioni: ambiente, salute, economia e società.

Parafrasando la celebre “i soldi non fanno la felicità, ma aiutano molto” si può senz’altro dire che il Pil è un fattore importante di benessere, ma non lo definisce completamente – sottolinea Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto –. L’idea dunque di andare “Oltre il Pil” per cercare di capire una società in grande quanto tumultuoso cambiamento non solo diventa obbligatorio per cercare di anticipare le questioni di fondo dei prossimi anni, ma anche per cercare di offrire una chiave di lettura meno angosciosa ad un’opinione pubblica che, in questi anni di crisi, ha dovuto misurarsi con “l’ansia da Pil”, ansia che ha finito per condizionare non solo l’economia, ma anche la vita spicciola di tutti i giorni. L’aumento dei depositi bancari, in questo senso, è una cartina di tornasole di una società ingessata dalla paura e che rinuncia a vivere perché teme, purtroppo a ragione, di dover fare i conti con un futuro incerto dove l’unica certezza, purtroppo, è l’aumento delle tasse centrali e periferiche”.

L’intuizione avuta cinque anni fa della Camera di Commercio di Venezia e da Unioncamere Veneto di ampliare i parametri di misurazione del benessere delle persone e, più in generale, della società, andando oltre il mero concetto del Pil, si conferma azzeccata per non dire necessaria – conclude il Segretario Generale dell’Ente camerale veneziano, Roberto Crosta Al di là dei dati, sempre più affinati, e delle classifiche, che pure rivestono la loro importanza, che presentano risultati lusinghieri per il Veneto e anche per Venezia e che, credo, possano fornire preziosi spunti di riflessione a tutti i soggetti che a vario titolo muovono l’economia, la rilevanza di questo progetto è legata soprattutto al fatto che esso ci consente di ripensare questo territorio e il suo modello di sviluppo. In tal senso, il lavoro partito con il gruppo di imprenditori che si sono resi disponibili a ragionare e a dare il loro contributo su “Oltre il Pil” si sta rivelando particolarmente interessante per individuare nuovi fattori di competitività e di rilancio del nostro sistema economico”