VenetoCongiuntura: nel primo trimestre 2026 produzione positiva e ordini esteri in aumento. Pesa l’incognita inflazione

[online 22.05.2026] In un contesto economico internazionale fragile segnato da continui shock, tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dinamiche commerciali più restrittive, aumento dei costi energetici e logistici e rallentamento del commercio mondiale, nel primo trimestre 2026 l’andamento della produzione manifatturiera in Veneto si attesta su valori positivi e registra un +3,4% su base tendenziale, con una crescita che interessa tutti i comparti manifatturieri.

La capacità produttiva misurata attraverso il grado di utilizzo degli impianti si attesta sul 70%, evidenziando un comportamento precauzionale delle imprese, che concentrano la produzione in cicli intermittenti e accumulano scorte nei magazzini per evitare interruzioni nell’approvvigionamento di componenti critici e materie prime.

Anche l’andamento della domanda è positivo con ordinativi in crescita sia sul mercato interno (+2,2%) sia su quello estero (+3,1%), evidenziando la capacità della manifattura regionale di mantenere una buona competitività internazionale.

Le attese degli imprenditori per il periodo aprile-giugno sono prudenti ed evidenziano una fase di crescita ancora fragile e fortemente condizionata dall’incertezza del contesto economico internazionale, che potrebbe emergere con maggiore intensità nei prossimi mesi incidendo progressivamente sui costi energetici e delle materie prime, sulle dinamiche delle catene di approvvigionamento e, più in generale, sul livello di fiducia.

Sono i risultati principali di VenetoCongiuntura, l’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere del Veneto su un campione di circa 2.200 imprese con almeno 10 addetti, cui fa riferimento un’occupazione complessiva di oltre 95.000 addetti presentata venerdì 22 maggio 2026 a Mestre presso la sede della Camera di Commercio di Venezia Rovigo.

La manifattura veneta

Tra gennaio e marzo la produzione industriale destagionalizzata registra una lieve crescita congiunturale del +0,9%, mentre su base tendenziale l’aumento si attesta a +3,4%. La distribuzione delle risposte segue il clima moderatamente favorevole: il 49% delle aziende segnala un aumento della produzione rispetto allo scorso anno, il 15% una situazione di stabilità e il 36% una diminuzione.

L’analisi per settori evidenzia una crescita che interessa tutti i comparti manifatturieri, ad eccezione del settore legno e mobile che registra una lieve flessione del -0,3%.

Positivo appare anche l’andamento della domanda. Gli ordinativi crescono sia sul mercato interno (+2,2%) sia su quello estero (+3,1%). In particolare, sul fronte estero spiccano le performance del tessile e abbigliamento (+9%), della gomma e plastica (+8,8%) e dei mezzi di trasporto (+6,2%).

Le attese sulla produzione se confrontate con quelle di inizio 2025 peggiorano: il 44% prevede un aumento, in diminuzione rispetto al 47% dell’anno precedente, mentre salgono al 19% le previsioni di diminuzione.

L’andamento della manifattura nel territorio di Venezia e di Rovigo

Nella città metropolitana di Venezia, per il I trimestre 2026, le imprese manifatturiere (campione di 236 imprese, cui fanno riferimento 7471 addetti) evidenziano andamenti in linea con la media regionale per quanto riguarda le variazioni congiunturali destagionalizzate e migliori per quanto riguarda le variazioni tendenziali. La produzione industriale registra infatti una crescita dello 0,6% destagionalizzato rispetto al trimestre precedente e un rimbalzo del 5% rispetto al I trimestre 2025, periodo in cui si era rilevato un rallentamento dell’attività industriale. Il grado di utilizzo degli impianti scende leggermente attestandosi al 69% (era al 70% nel trimestre precedente). Il fatturato segna una crescita annua più contenuta (+2,9%). Sul fronte degli ordinativi continua il recupero sia della domanda estera (+3,9%) che di quella interna (+3,7%), probabilmente condizionate dall’anticipo di ordini a scopo precauzionale.

Focus internazionalizzazione

Il focus sull’internazionalizzazione presentato da Sebastiano Cattaruzzo, ricercatore dell’Università Ca’ Foscari Venezia, ha analizzato le trasformazioni recenti dell’export veneto in un contesto segnato da crescente volatilità, shock geopolitici, vincoli logistici e requisiti regolativi sempre più stringenti.

L’intervento propone uno strumento per misurare non solo l’ampiezza del portafoglio export, ma anche la qualità e la complessità dei mercati serviti. Accanto a questo, introduce il concetto di “prossimità”, utile per comprendere quanto due mercati richiedano competenze simili e per costruire percorsi di internazionalizzazione più graduali. L’obiettivo è aiutare le imprese a distinguere tra semplice espansione geografica e reale upgrading competitivo. La diversificazione dei mercati viene interpretata come fattore di resilienza, soprattutto quando è coerente con le capacità tecnologiche e organizzative dell’impresa. Il messaggio manageriale è che l’internazionalizzazione scalabile richiede pianificazione, investimenti mirati e disciplina nell’esecuzione.

In sintesi, l’export diventa un processo di capability building, in cui la scelta dei mercati deve essere allineata alla capacità dell’impresa di apprendere, adattarsi e competere.

Focus turismo “2026, l’estate che viene”

L’estate del turismo in Italia sarà condizionata da diversi fattori: l’incertezza geopolitica che ad oggi sembra aver disegnato nuove rotte, ma che non ha fermato i flussi internazionali; il contesto economico e le preoccupazioni legate alla crescita dell’inflazione che sta colpendo in diverse aree nel mondo; l’aumento dei costi del trasporto aereo e l’allarme jet fuel che fino ad oggi ha creato più allarmismo che serie ricadute sulla domanda di trasporto aereo; le rinnovate tensioni intorno ai rischi igienico-sanitari connessi alle crociere. Questi elementi incidono sulla percezione del viaggiatore e richiamano a un bisogno di sicurezza, tanto che mete lontane, a rischio o costose vengono accantonate, mentre l’Italia e le capitali europee diventano le destinazioni privilegiate. Prenotazioni last minute e prossimità avranno la meglio questa estate, e questo per il Veneto significa non solo Italia, ma buona parte del mercato di lingua tedesca.

Che l’Italia sia al centro delle richieste degli italiani è confermato dall’indagine previsionale realizzata dall’Istituto Piepoli, secondo la quale il 70% degli intervistati ha intenzione di concedersi un viaggio nei prossimi quattro mesi.  L’85% degli italiani pensa a vacanze in Italia e in Europa. Tra questi nel 56% dei casi lo farà all’interno dei confini italiani, seguono l’Europa (29%) e i Paesi extra Ue (9%). Questo desiderio deve fare i conti con un clima di tensione e forte incertezza globale che sta influenzando profondamente le scelte dei viaggiatori. Oltre la metà degli italiani (54%) ha cambiato idea o è incerto sul da farsi a causa del complesso e instabile scenario mondiale. Il 23% in particolare, si è orientato verso mete considerate più sicure e il 21% ha scelto di restare nei confini nazionali rinunciando all’estero. Quindi la domanda italiana ed europea, che rappresenta il mercato interno del Veneto, sembra confermarsi nella fedeltà alla ricerca di rassicurazione e prediligendo la prossimità e magari i mezzi propri (che vogliono dire anche velocità nel rientrare casa).